Dio esiste? (di H. Sawan Singh)

Tratto da “La chiamata del grande maestro” di Daryai Lal Kapur (assistente dal 1910 fino al trapasso – 2.4.1948- del Maestro Hazur Sawan Singh) che scrisse questo libro riportando quanto il grande Maestro disse in varie occasioni in cui si recavano da lui visitatori da tutto il mondo per poterLo conoscere e interrogare.
In questo brano viene spiegata con chiarezza la necessità dell’esistenza di Dio, l’impossibilità di pensare alla creazione senza l’esistenza di un corrispondente “Creatore”.
(…)
L’avvocato chiese: “Ma Dio c’è davvero, Signore? O è soltanto una grande beffa per delle persone credulone? Che bisogno c’è di Dio? Non possiamo farne a meno?”. Il grande. Maestro rispose: “Come ho detto prima, certe cose vanno oltre le possibilità dell’intelletto e non si possono dimostrare col ragionamento. Similmente Dio è ‘al di là dell’intelletto, della mente e dei sensi’. Gli antichi rishi dei Veda, i filosofi greci e romani dell’antichità, i saggi cinesi e i profeti e i Santi relativamente recenti dell’Arabia e della Persia, fecero tutti una ricerca scientifica e un’indagine spirituale su Dio e sull’anima; essi dichiararono unanimi che c’è un Dio o Signore, il creatore dell’universo. Il mondo non è senza qualcuno che lo sostiene, ma questo grande re non è affrontabile con la mente e i sensi, ed è al di là delle possibilità dei sensi, insondabile, illimitato, sconfinato e inconoscibile.
Il vostro ragionamento o logica è il risultato di tutte le esperienze che si sono avute attraverso í sensi fisici. O si deve dire che è il risultato delle vostre percezioni e azioni. Questa Facoltà fu intesa perché fosse la nostra guida solo nelle faccende materiali, e in misura limitata. Come può funzionare in una sfera dove non ha mai avuto un’esperienza e di cui non ha mai avuto modo di studiare le leggi? Con l’intelletto nello stato attuale” continuò il grande Maestro “non possiamo nemmeno capire tutto ciò che si presenta in questo mondo fenomenico, per non parlare delle cose nei mondi al di là dei sensi. Supponiamo che un bambino chieda a sua madre: ‘Mamma, come sono nato?’ La madre lo sa, ma riuscirà il figlio a capirla? Ella sorride e dice: ‘Ti ho comperato da una zingara per un soldo’”.
“Ma la scienza e l’intelletto hanno scoperto delle cose meravigliose” intervenne il giovane avvocato.
“Sì, questo non lo nego” disse il Maestro “ma solamente nel loro campo. Tutt’al più la vostra scienza, il vostro intelletto o ragionamento è un fascio di supposizioni incerte che talvolta si dimostrano vere e talvolta false, soprattutto quando tenta di chiarire i misteri della mano nascosta che fa funzionare questo mondo. Non può stabilire l’inizio o la fine del mondo, come e perché è stato creato, perché quaggiù c’è il male e da dove viene. Se si fa affidamento solo sull’intelletto non si riuscirà a conseguire la vera conoscenza di Lui. Oltre al freddo ragionamento ci sono altre ali con cui raggiungere le altezze della conoscenza dell’Assoluto”.
Continuando, il grande Maestro disse: “Dio, la creazione, l’anima, la vita e la morte, la legge del karma, la prigione delle ‘ottantaquattro’, nascita e morte e tutte le questioni spirituali, sono cose a cui credere in primo luogo per la testimonianza di altri, come saggi e Santi. Lo spaccare un capello in quattro non ci porta in nessun dove. Si deve avere una percezione diretta di queste cose e c’è un modo per farlo. Aprendo l’occhio interiore, l’occhio dell’anima. Un tale occhio c’è e si può aprire. Guru Nànek dice: ‘Sono differenti gli occhi che vedono il Signore’. Tutti i Santi affermano di aver visto il Signore coi loro stessi occhi. (…)
Il fatto è che” continuò il grande Maestro “quelli che dubitano dell’esistenza di Dio non l’hanno mai cercato nel posto giusto e nel modo giusto.
Kabir dice: ‘La cosa che si è perduta in un posto, la gente la cerca da un’altra parte. Come può trovarla?’. In questo mondo fisico e con questi occhi di carne possiamo vedere e vediamo solo la materia e le cose fatte con essa. Dio e le cose spirituali non si possono vedere con questi occhi. Per prima cosa procuriamoci l’occhio che le vede. Egli non è argomento della mente e dell’intelletto.
Un’esperienza comune a tutti noi è che talvolta, anche nel risolvere i problemi di questo mondo materiale, il nostro intelletto non è una guida efficace e attendibile. Spesso esclamiamo: ‘Lo sa solo Dio dove abbiamo sbagliato’. Questo argomento di Dio e dell’’anima è talmente delicato e sottile che il sapere umano si trova disorientato quando si presentano questi problemi.
Ma una cosa dovrebbe essere facilmente comprensibile anche al cervello più ottuso” continuò il Maestro. “Cioè che tutta questa grandiosa creazione – il sole, la luna, i miliardi di stelle, le terre, i monti, gli oceani e tutto questo universo – non sono venuti all’essere da soli. In questo mondo di causa ed effetto non c’è effetto senza una causa.
C’è un artefice per ogni azione. Guardate questa officina meravigliosa dell’universo. Con quale regolarità e precisione stanno lavorando milioni di macchine. Ogni cosa sembra muoversi esattamente secondo le leggi e le regole dettate dal suo saggio direttore. Non c’è mai alcuna violazione ad una regola. Gli ordini sono eseguiti in stretto accordo con la Parola Divina che attiva il mondo.
Ogni mattina il sole sorge a Oriente al momento giusto e, dopo aver illuminato il mondo tutto il giorno, tramonta ad Occidente consegnandosi alla regina notte. Poi si accendono delle luci meno forti, come per decorare il cielo notturno con milioni di piccole lampadine elettriche. Guardate come la terra ruota attorno al suo asse in modo che la luce del sole possa arrivare dappertutto. Guardate i miliardi di stelle e pianeti e le rivoluzioni che fanno nelle loro orbite, senza mai deviare nemmeno di un millimetro dalla traiettoria prestabilita, né entrare in collisione. Si sente spesso che i vostri treni e le vostre navi, guidate così attentamente e abilmente dai vostri sapienti ingegneri, si scontrano. Ma c’è mai stata una stella che ha urtato un’altra?
Guardate come il cielo manda l’acqua per rendere fertile la terra. Come le nubi portano acqua dai mari lontani e i venti stagionali fanno percorrere ad esse lunghe distanze! Come i fiumi e i torrenti irrigano le terre! Come crescono i vegetali e i frutti deliziosi! Come la terra produce nel suo grembo dei fiori dai colori meravigliosi e dal soave profumo! Tutto questo sconcerta l’intelligenza dell’uomo. Com’è bella e magnifica questa grande fabbrica dell’universo e con quale precisione e accuratezza funzionano tutti i suoi macchinari! Vorresti lasciare intendere che non c’è dietro alcun ingegnere? No, figlio mio; non è così. L’ingegnere c’è. Ma vedrai la sua mano che fa da guida solo quando avrai preso un Maestro giusto e quando, con un valido lasciapassare, sarai entrato nell’ufficio dove lavora”.
“Ma tutta quest’opera non procede automaticamente secondo le leggi della natura?” chiese il giovane avvocato. Per tutta risposta il grande Maestro chiese: “Che cos’è la ‘natura’ e quali pensi che siano le sue leggi?”. “Beh,” rispose l’avvocato “la natura del sole è produrre luce e calore, e quella della luna di diffondere una luce più fredda di notte”.
“Va’ un po’ più a fondo, per favore” disse il grande Maestro; “come e da dove conseguirono la loro natura queste enormi masse di materia morta? Come si formarono il sole e la luna? Perché il sole scotta e non la luna e la terra? Da dove vengono il caldo e il freddo? Dove ebbe origine l’idea di caldo e di freddo, di luce e di oscurità? Come presero forma praticamente queste idee?”.
“E’ davvero una cosa che confonde” ammise il giovane. “No, non c’è affatto confusione” gli disse il grande Maestro. “La confusione nasce solo quando cerchiamo di applicare le leggi che governano la materia alla nostra ricerca sui piani spirituali. Non si possono applicare alla materia e all’anima le stesse leggi. C’è una Scienza dell’anima che va imparata come tutte le altre scienze. Passiamo dai venti ai trent’anni per apprendere le scienze fisiche ordinarie del mondo e anche allora non dominiamo tutte le differenti discipline. Non acquisiamo mai una perfetta padronanza di tutte. Ma sorprendentemente noterai che le persone dogmatizzano sull’anima e su Dio senza aver studiato questa Scienza, la più difficile di tutte”.
“E’ vero” disse l’avvocato. Il grande Maestro proseguì: “Ti darò un altro punto da esaminare”. Egli disse: “Guarda il corpo umano. Come si sono mescolati abilmente i cinque elementi – terra, aria, acqua, fuoco ed etere – antagonisti per natura, nel formare l’organismo umano. La terra è distrutta dall’acqua, l’acqua è asciugata dal fuoco, il fuoco è consumato dall’aria e l’aria scompare nell’etere. Ma come si uniscono abilmente questi cinque nemici in un abbraccio d’amore per far funzionare il corpo! Si muove forse da solo questo corpo? Dopo la morte giace sotto terra nelle stesse condizioni di prima, ma ciò che lo muoveva se n’è andato. Che cos’è che lo fa muovere? Tu dirai: ‘Il prana, le arie vitali’. E chi mette in movimento il prana? ‘La mente’ si dirà. Ma chi dà vita alla mente? ‘L’anima’. E’ esatto, ma l’anima riceve Luce e vita dalla centrale di energia la cui mano nascosta fa funzionare tutte le macchine; questa mano però nessuno la vede eccetto quei rarissimi veggenti che sanno il segreto. Senza un motore non può esserci moto o movimento in questo mondo. Tutti i movimenti hanno origine da esso”.
“Vi ringrazio moltissimo, Signore” disse il giovane avvocato. “Come rendete tutto meravigliosamente chiaro!”. “Ogni foglia di un albero suggerisce l’esistenza di Dio” concluse Hazur Sawan Singh. “Che grande bellezza, maestria, arte amorevole e abilità trovi in natura! Come tutto nell’universo è ordinato in modo abile, regolare e metodico! Non c’è nessuno che l’organizza? Da dove viene tutto questo ordine, ornamento e disposizione sistematica; e tutti i controlli e dispositivi ben diretti? Ogni atomo riflette la bellezza di chi l’ha fatto. Ma come ho detto prima, la nostra intelligenza è molto limitata ed è una guida inadeguata – una guida veramente molto inadeguata – sulla via della realizzazione di Dio. Su questo sentiero dobbiamo dipendere dall’intuizione.
Con gli esercizi spirituali si deve aprire l’occhio interiore. Quando Lo si vede interiormente, diventa visibile in ogni foglia e particella. I Santi lo vedono continuamente, in ogni luogo e in ogni cosa. Non sorprende che il mondo creda facilmente e senza la minima obiezione a ciò che dicono i medici, gli scienziati, gli ingegneri, eccetera, sulle loro ricerche e rifiuti di credere ai Santi che, in base alla loro esperienza personale, dicono di aver visto il Signore dentro di loro?”.
A questo punto si intromise Rai Roshan Lal, che esclamò: “Maestro! Non posso fare a meno di osservare che il vostro modo di spiegare è talmente meraviglioso, che rendete molto facile anche l’argomento più difficile”. Il giovane avvocato chiese allora: “Signore, in che cosa consiste la superiorità della vostra fede? Intendo dire le caratteristiche particolari che la differenziano dalle altre vie?”.
“Solo in questo” rispose Hazur Sawan Singh, “che noi entriamo dentro, da ‘fuori’ e torniamo alla nostra casa originaria dove c’è la pace e la felicità permanente, mentre gli altri vanno da dentro al mondo esterno, dove non c’è altro che pena, dolore e smarrimento. I Santi dicono che il creatore è dentro di noi. Andate a vederlo mentre siete in vita. Non fate assegnamento sulle promesse di beatitudine dopo la morte. Vedetelo mentre siete vivi. Un illetterato che non è familiare con l’alfabeto, dopo la morte non potrà diventare un laureato. Come può uno che è rimasto un ladro tutta la vita aspettarsi di diventare un Santo quando trapassa? No, tutto questo non ha senso”.










